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Sex Positive

Orgasmi e fantasie sessuali: quanti tabù?

Con Giorgia Fasoli, autrice di Ben venga il piacere parliamo di masturbazione, fantasie sessuali e orgasmi, insomma tutto ciò che è tabù.

Lo scorso aprile ho avuto il piacere di presentare il libro di Giorgia Fasoli, Ben venga il piacere – Guida pratica alla sessualità femminile e femminista, edito da Le plurali editrice. È stato un incontro intenso nel quale si è aperto un confronto molto interessante con le partecipanti, dal quale, sono emerse diverse riflessioni e, soprattutto, esperienze personali.

Presentazione di Ben venga il piacere con (da sinistra): Giorgia Fasoli, Amalia Macrì e Beatrice Gnassi al Circolo Arci Sparwasser di Roma il 30 aprile 2022

Giorgia è una psicologa e sessuologa clinica, lavora a Verona dove si occupa, fra l’altro, di educazione sessuale nelle scuole. Riprendiamo virtualmente la chiacchierata avuta di persona per parlare di benessere sessuale.

La prima domanda non può che partire dal tabù della masturbazione. Quanto è importante per il nostro benessere psicofisico e quanto poco se ne parla soprattutto rispetto alla sessualità femminile?

Molte donne al giorno d’oggi ancora non si sono mai toccate lì sotto (eh si, spesso nemmeno nominano le parti inquisite) oppure non hanno il coraggio di ammettere che lo fanno. E siamo nel 2022! Sicuramente le giovani delle nuove generazioni hanno un campo di azione un pelo più aperto di quello che abbiamo vissuto noi, ma coloro che più spesso incontro tra le mura del mio studio in provincia di Verona non hanno avuto occasione di sperimentare il benessere dato dalle coccole intime autoindotte. Eh si, amare noi stesse ha tantissimi pro per il nostro benessere psicofisico e per la nostra sessualità. Essere single, in coppia o più non fa differenza…il risultato è comunque positivo. L’autoerotismo è qualcosa che permette di entrare in relazione con noi stesse, in connessione. Serve per conoscersi meglio, per scoprirsi, per amarsi di più, per divertirsi, per godere, per rilassarsi, per sconfiggere lo stress.

Purtroppo però l’autoerotismo per le persone dotate di vulva e vagina è molto meno dibattuto rispetto alla masturbazione delle persone pene-dotate, da sempre considerata normale.

Ragioniamo assieme un attimo su questa domanda che ci poniamo spesso…perché dobbiamo elencare i molteplici benefici della masturbazione femminile? Dobbiamo giustificare qualcosa a qualcun*?? In realtà no! Provare piacere e orgasmi dovrebbe già di suo essere una risposta più che sufficiente e valida! Invece ci sentiamo ancora in dovere di dare “delle spiegazioni”. Notate quanto la cultura ci influenza e crea tabù anche senza che ce ne rendiamo conto??

Quanta tensione c’è rispetto all’orgasmo? Quante aspettative e stress? Soprattutto quanti orgasmi ci sono?

Tensione si, ma anche appunto come chiedi giustamente tu, Amalia, tantissime aspettative! Dai tempi che furono per noi donne il raggiungimento dell’orgasmo (non essendo un meccanismo idraulico come invece potrebbe essere considerato quello delle persone dotate di pene) era una sorta di mito, una cosa spesso inarrivabile che DOVEVA esserci.

Chi lo dice che noi dobbiamo per forza arrivare all’apice? Il piacere viene sperimentato da ognuna di noi in modo diverso e cambia in base alla situazione, all’età, e perché no, anche in base al tempo! Non esistono orgasmi di serie A o B, anche se ancora adesso per molte donne l’orgasmo vaginale, ossia quello penetrativo, è considerato quello “maturo” e più corretto, ovviamente erroneamente: il piacere è personale e soggettivo, nessuno può dirci cosa sia meglio per noi, se non noi stesse, sperimentandoci!

“Sperimentarci si, ma dove?” chiederete voi. Beh, ci sono molte strade per arrivare alla vetta! Oltre al clitorideo e al vaginale, c’è la via posteriore ad esempio, o quello extra genitale, o quello dato dalla sola mente! E non solo!

Per approfondire un po’ il tema, vi consiglio la lettura del capitoletto dedicato a questo del mio libro-bussola Ben Venga il Piacere.

Le fantasie sessuali. Esistono quelle giuste o quelle sbagliate? Le abbiamo tutt*? E se non le viviamo?

Credo sia uno dei miei argomenti preferiti nel campo della sessuologia. Sarà che io sono sempre stata molto fantasiosa e creativa, ma credo che ognun* di noi abbia un enorme potere dentro la propria testa e che debba solo capire se e come desidera utilizzare tutto questo!

Le fantasie sessuali nascono nella “zona erogena” presente nella nostra mente, sono rappresentazioni consce che permettono di influenzare la nostra risposta sessuale. Ognun* di noi potenzialmente ha un immaginario erotico che può spaziare tantissimo, ma non è detto che tutt* noi ci sentiamo a nostro agio a viverle, manifestarle, condividerle. Anzi, alcune fantasie potrebbero crearci grandi sensi di colpa (anche qui si ritorna al tipo di educazione ricevuta, alle esperienze vissute, ecc). Inoltre non è detto che siamo del tutto a conoscenza di cosa davvero ci frulla per la testa! È una scelta personale decidere se viverle o meno, di sicuro posso affermare con certezza che hanno numerose funzioni positive sulla nostra sessualità. Per non dilungarmi troppo qui rimando alla “bussola” dove c’è un approfondimento.

Giuste o sbagliate? Assolutamente non giudicabili! Fantasie e desiderio hanno origini diverse: le fantasie non presuppongono il fatto che debbano essere realizzate, mentre il desiderio ha sempre volontà di realizzazione! Per questo le fantasie non hanno – e non devono avere – limiti, perché la maggior parte delle volte restano solo nella nostra mente, per noi, per il nostro piacere personale. Se poi da anni fantasticassimo sul provare qualcosa di un po’ più hard o di inserire una terza persona nella nostra relazione, perché non provare?? Ovviamente con condivisione, rispetto, consenso.

Non posso non fare una domanda sui sex toy. Cosa ne pensi? E cosa ne pensano le coppie che accogli in terapia?

Cosa ne penso io?? Instancabili e fedeli compagni di gioco! AHAHA  

Scherzi a parte, i sex toy possono essere un bellissimo modo per scoprire cosa ci piace, farci provare nuove esperienze e farci venire i brividi per delle sensazioni fisiche inarrivabili per un essere umano non dotato di batterie. Di sicuro sono da provare almeno una volta nella vita, poi nessun* è obbligat* a inserirli con costanza nella propria vita sessuale anzi, come tutte le cose, “il troppo stroppia”! Abituarsi al solo uso dei toys (soprattutto quelli vibranti o comunque dinamici) può portare alla perdita di sensibilità della vulva o della vagina (data dall’eccessiva stimolazione) e quindi al “vivere con meno entusiasmo” le esperienze date dal solo uso “della carne umana”.

Per quanto riguarda le coppie invece la questione è molto variabile: si passa da quelle che già coinvolgono questi giochi per rendere il tutto più piccante in camera da letto, a quelle che considerano l’inserimento di questi oggetti come la mancanza di un “qualcosa” tra partner e quindi la vivono in modo molto negativo. C’è comunque imbarazzo nel parlarne. Tabú a parte, è una cosa che può essere inserita o meno nella coppia, a patto che ci sia consenso da parte di entrambi.

Ma tu, Amalia, raccontaci! Che tipo di clientela arriva da te e con che richieste maggiormente?? Grazie per la domanda! Le persone che entrano in negozio sono generalmente molto curiose e pronte a sperimentare sia da sole che in coppia. Molti dei miei clienti non hanno mai acquistato prima un giocattolo erotico e il fatto che in negozio ci sia una donna, io, e che il locale sia completamente a vista rende tutto più rassicurante e come molti mi dicono “safe”. Le persone hanno voglia di parlare, di capire, di sentirsi accolte e non giudicate. Hanno, molto spesso, bisogno di informazioni e di prodotti adatti al loro corpo. La clientela è per la maggior parte composta da donne che, generalmente, acquistano per sé; da uomini etero che comprano per la coppia (e in questo caso raramente c’è anche la compagna); da coppie queer. La fascia d’età è abbastanza ampia, va dai 25 ai 65 anni. All’inizio, quando stavo alla Garbatella (altro quartiere storico di Roma) vendevo molti plug, lubrificanti e balsami vari, vibratori per persone con vulva. Pochissimi i masturbatori per i pene dotati. Qui al Pigneto mi pare che stia cambiando un po’ sia il pubblico che il tipo di prodotto maggiormente richiesto ma sono ancora all’inizio quindi non posso essere molto precisa.

Tu hai la possibilità di svolgere attività educativa nelle scuole. Cosa riscontri fra i giovani, qual è il livello di consapevolezza?

Eh, domanda molto difficile. Dipende dalle età. Sicuramente c’è molta disinformazione e tanta diseducazione al riguardo. Questo non dipende solo da loro ma anche dal sistema scolastico vigente e da famiglie cresciute molto rigidamente rispetto ad una sana e responsabile educazione sessuale ed affettiva (ovviamente parlo in media, non voglio generalizzare).

Se mi focalizzo sulla scuola secondaria superiore, potrei dire che la consapevolezza sessuale è anche presente, ma è fortemente influenzata da pensieri distorti sulla sessualità, da poca chiarezza su cosa è giusto e cosa non lo sia (come se nella sessualità fosse possibile decidere a prescindere un “giusto”), da un’educazione patriarcale ancora strisciante nel sottobosco. La sessualità dovrebbe essere, per un adolescente, una dolce scoperta di sé stessi e dell’altr* senza forzature o chiusure, senza fretta, senza giudizi… con rispetto e libertà.

E per gli adulti, per la fascia d’età che oggi ha fra i 40 e 50 anni e che maggiormente ha subito gli stereotipi di una cultura patriarcale e sessista?

Lì purtroppo il livello di consapevolezza della sessualità e del piacere dipende tanto dalla rivendicazione che ognuno di loro ha poi avuto nella vita, questo secondo il mio parere dato dalla mia esperienza clinica. Mi spiego meglio: chi ha ricevuto un’educazione molto rigida e non si è “mai ribellato” a questa (o comunque non ha ampliato le proprie vedute) senza dubbio vive ancora sulla propria pelle gli strascichi di questa cultura.

In particolare per noi donne in quanto si fa ancora fatica a riconoscerci come protagoniste della sessualità senza che si debba dipendere passivamente dai desideri e bisogni maschili.

In Italia l’educazione sessuale è difficile da attuare nelle scuole. Cosa si può fare per evitare che le giovani generazioni (e non solo) abbiano come unico punto di riferimento il porno on line?

L’Italia ad oggi rimane uno dei pochi paesi UE in cui l’educazione sessuale non è materia scolastica obbligatoria, ma è a discrezione della dirigenza scolastica. Ovviamente l”OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha verbalizzato chiaramente che l’istruzione scolastica in merito è in grado di ritardare l’età delle prime attività sessuali (a proposito di consapevolezza eh)… quindi faccio notare a tutte le persone italiane che ancora pensano che educare i bambini al sesso sia un “attivarli” a cose “da grandi” o un “deviarli” a qualche tipo di comportamento strano, che dovrebbero informarsi prima un pochino. Scusami Amalia, sono un po’ cattiva su questo argomento…detto ciò, cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo?

Parlare con loro, in primis. Insegnare loro quello che sappiamo, leggere con loro libri sui temi, dargli uno spazio sicuro dove aprirsi con noi adulti di riferimento. Se non ce la sentissimo di farlo in prima persona, accompagniamoli da un professionista di sessuologia, di psicologia o di medicina che possa farlo al posto nostro.

Rispetto al porno, contestualizziamolo! Spieghiamo loro cos’è, come va “usato”, con che filtri guardarlo! E diciamogli che esistono diverse tipologie di porno: ovviamente non sto parlando delle varie categorie (quelle le conoscono sicuramente meglio di noi!!) ma della pornografia femminista!

Giorgia, ti ringrazio e spero di rivederti in un’altra presentazione qui a Roma. C’è ancora qualcosa che vorresti aggiungere?

Vorrei ringraziare di cuore te Amalia per questo prezioso momento di scambio e invitare tutte le persone che ci stanno leggendo a venire a scoprire (se ancora non lo hanno fatto) la tua splendida Love Boutique  romana e online Mondi Possibili e anche di fare un giretto sul sito e sui social della casa editrice femminile e femminista che mi ha pubblicato, Le Plurali, delle pazzesche fondatrici Beatrice, Hanna, Valentina e Clara!

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